domenica 15 novembre 2015

Vi ricordate Vasco?



Due anni fa abbiamo investito molto sul suo inserimento scolastico, ostacolato dalla scuola, dalla famiglia e anche dalle difficoltà oggettive: viveva infatti con la nonna lontano dalla scuola, gattonava e non camminava. Alla prima visita presso la sua capanna, lo abbiamo sorpreso mentre stava zappando nei campi. Abbiamo comunque deciso di batterci per lui e gli abbiamo fornito una carrozzina speciale che si guida con le mani, abbiamo fatto vari incontri con il preside ed i maestri e finanziato la costruzione di un bagno solo per lui presso la scuola.
È stato un grande rischio in quanto sia la famiglia che la scuola non sembravano realmente interessati ad intraprendere questo progetto, ostacolato inoltre dalla distanza che rende difficoltosi i controlli.
Dopo 2 anni dall’inserimento abbiamo fatto una visita a sorpresa e con grande gioia e stupore il bagno è una realtà, è più bello di una casetta africana e Vasco era a scuola contornato dagli altri bimbi.

Il saluto dei bambini



Il bambino corre incontro all’adulto accennando il saluto con le manine alzate. Il saluto si compie quando l’adulto si china e il bambino pone le sue manine sul capo dicendo “shikamo”. Ogni bimbo della Nyumba Ali ha personalizzato il saluto creandone uno tutto suo: c’è chi si alza in piedi traballando, chi si punta sulle ginocchia,  chi utilizza solo la manina, quella meno colpita, poi c’è Danieli che pone il suo piedino sul capo dell’adulto, non può pronunciare il saluto ma offre il suo sorriso travolgente.

Equilibri instabili

                        


Jacopo ha circa sei anni ma ha l’aspetto di un bimbo di due…la testa grossa e pesante ed un rallentamento motorio lo rendono molto instabile. L’anno scorso le dade si erano poste come obbiettivo il miglioramento del controllo del tronco da seduto… Adesso Jacopo ha imparato ad alzarsi in piedi e compie qualche passo con le braccia aperte per non perdere l’equilibrio avanzando lentamente lentamente.  Sembra che cammini su uno stretto sentiero tra due precipizi; il momento è serio e commuovente ma la sua concentrazione e precisione nei movimenti per non perdere l’equilibrio mi fa scoppiare a ridere.
La mamma di Jacopo, consapevole dei miglioramenti ci ringrazia.





sabato 14 novembre 2015

Pomerini

La responsabile del centro ci ha abbandonati da un momento all’altro con un SMS e le tre dade, da Gennaio, si autogestiscono. 
Abbiamo trovato i bambini ben curati e sorridenti, le dade partecipi, orgogliose dei miglioramenti ottenuti, e ben organizzate : tutto era ordinato. Marina, che un anno e mezzo fa camminava a fatica tra le parallele, mi riconosce e mi corre incontro in punta di piedi, trattengo a stento la commozione. Dada Veronica mi dice che, visto i risultati ottenuti, hanno deciso autonomamente di ritirare le parallele che avevamo montato di fronte alla sua capanna e di  montarle a casa di Jacopo perché ora servono a lui. Non solo, hanno applicato la procedura concordata assieme: hanno fatto firmare il contratto ai genitori! Questo episodio è un puzzle che finalmente si compone grazie al lavoro di tutti quelli che in questi anni ci hanno creduto. Non è da considerarsi banale, ma un traguardo faticosamente raggiunto…a questo punto davvero mi commuovo.
Dopo pranzo ci sono le attività più ludiche… sembra tutto un po’ troppo organizzato, ci sarà sotto qualcosa? La mia presenza? La sgridata appena  ricevuta da Mamma Bruna?
Ritorno nella realtà Africana con le sue assurdità  quando, durante i giochi con la palla le dade competono con i bimbi travolgendoli correndo da una parte all’altra della palestra.
I bimbi hanno fatto progressi molto importanti: Alex  ha imparato a mangiare da solo utilizzando la manina che meglio risponde ai comandi, alcuni adesso riescono  a gattonare altri ad alzarsi in piedi e a camminare, addirittura Marina ci corre incontro (un anno fa camminava a fatica tra le parallele), Adja si lava i vestiti, altri comunicano con un gesto il bisogno di andare in bagno , tutto sembra funzionare…

Lo zoccolo duro del centro Danieli, Alexi e Agatoni

martedì 10 novembre 2015

Ritorno a casa


Ricordo il mio primo viaggio per arrivare a Iringa...Neolaureata, la voglia di vedere e di fare, lo stupore nel vedere la vita africana dal finestrino del bus, elefanti e giraffe mentre si attraversa il Mikumi, sapevo che a questa strana coppia trasferita da poco ad Iringa serviva una Fisioterapista per inaugurare il centro diurno e per impostare il lavoro, si voleva iniziare a dare una possibilità ai bimbi disabili, gli ultimi degli ultimi, ma nessuno di noi aveva idea della strada che avremo percorso...Adesso i centri sono tre e le attività spaziano della riabilitazione allo studio, all'esecuzione di semplici lavoretti, all'ippoterapia...
Dalla stimolante curiosità dalla prima volta negli anni la sensazione del viaggio è lentamente trasformata in una piacevole sensazione di tornare a casa.
Le Dade hanno accolto me e mio babbo con canti e balli in pieno stile locale, ecco alcune foto...


domenica 16 agosto 2015

con l'apertura del nuovo centro
riapre anche il BLOG!
...godetevi le foto! B.




















venerdì 2 gennaio 2015

Musica, amici, pensieri

" La musica è finita, gli amici se ne vanno, che inutile serata... "
è l' inizio di una canzone della  mia giovinezza, il ritornello mi è  tornato in mente stamattina a conferma che con l'avanzare degli anni la memoria ripesca ricordi sempre più antichi; ( il mio io-razionale mi ricorda che  si chiama vecchiaia , non avanzare degli anni).
Come può  essere inutile una serata con gli amici e con la musica ?
Amici e musica , gioia per le orecchie e per il cuore, anche se a volte la gioia sarebbe più piena a volume basso.
Abbiamo accolto il  2015 nel villaggio di  Mapogoro tra amici vecchi e nuovi, Masai, musica e buon cibo italo-tanzaniano. Le ragazze della  missione ballavano in gruppo  senza sbagliare un passo, i Masai cuocevano  la carne, le donne  italiane  tentavano  balli  con sederi poco abituati a ritmi oscillatori, Mage segnava il tempo con testa e mani e l'insieme era armonioso, sereno, nessun obbligo, nessuna attesa se non quella del rintocco delle campane che avrebbero segnato la fine e l'inizio di un nuovo anno. Viki affascinata dalla musica si è mossa  tra i ballerini con passi sempre meno incerti, per alcune ore è tornata la Viki di un tempo, la Viki/Paperetta che non aveva  bisogno di appoggiarsi a qualcuno, o qualcosa.
E quando la musica è finita e gli amici sono andati a dormire, mi sono sentita dentro: dentro le mie due terre, quella nuova e quella vecchia, dentro l'insieme disorganizzato che chiamiamo umanità, dentro il mio passato e il  mio presente
, dentro una continuità che  sembra discontinua solo perchè non la so guardare con lo sguardo giusto, dentro la vita.
La festa non è finita, altri amici, altra musica segneranno le giornate e duemilaquindici è solo un numero.